Diagnosi e trattamento dell’herpes genitale

Le persone affette da herpes genitale possono ricevere una diagnosi dal proprio dottore con un semplice esame visivo delle bolle e delle lesioni. Tuttavia, l’herpes genitale potrebbe assomigliare alle lesioni della sifilide, per cui ci vuole molta attenzione e un’analisi più accurata. Altra cosa, l’herpes potrebbe non essere visibile (come nel caso di quello vaginale), quindi un test per identificare la presenza di una infezione è molto più accurato.

Test Tzanck

Questo test può essere effettuato quando in una persona è presente l’insorgenza dell’herpes. Per il test, viene rimosso dalla superficie della lesione un campione di tessuto che viene poi messo in vitro ed esaminato al microscopio per verificare la presenza di numerosi nuclei multipli nella cellula. Se l’esito è positivo, è verosimile la una infezione da HSV. Tuttavia, l’accuratezza di questo va dal 50% al 70% e non può distinguere tra il virus HSV-1 e quello HSV-2, o anche tra HSV e l’herpes zoster (il fuoco si Sant’Antonio). I risultati possono essere prodotti in breve tempo.

Coltura Virale

Questo tipo di test diagnostico è accurato quasi al 100% se il test viene eseguito quando l’herpes è ancora nel pieno della fase delle vescicole e non si sono ancora formate le croste. Per testare la lesione, viene preso un campione di fluido che dovrebbe entro tre giorni dalla comparsa delle vescicole. Il campione poi viene lasciato in coltura ed analizzato per verificare la presenza del virus dell’herpes. Per i risultati bisogna attendere dalle 24 ore a qualche giorno.

Esami del sangue

Il test del sangue può essere eseguito indipendentemente dalla presenza o meno dell’insorgenza dell’herpes. Viene prelevato un campione di sangue e analizzato per verificare gli anticorpi dell’HSV. L’accuratezza è pari all’85% nella determinazione dell’infezione, mentre è pari al 100% nell’identificare se si tratta di HSV-1 o HSV-2.

Trattamenti dell’herpes

Il trattamento dell’herpes consiste di solito in tre tipi di farmaci: aciclovir (Zovirax), valaciclovir (Valtrex) e famciclovir (Famvir). Tutti e tre servono per accelerare la guarigione dell’herpes e possono anche sopprimere una insorgenza. Tuttavia, non impediscono la trasmissione della malattia né rappresentano una cura per l’herpes.

Aciclovir

A seconda della localizzazione dell’insorgenza, questo farmaco può essere assunto tramite pillole, iniezioni e crema. La crema è il meno efficace dei tre, mentre le iniezioni possono causare coaguli nel sangue o aumentare il rischio di problemi ai reni. Il trattamento più comuni infatti è quello effettuato tramite pasticche, ma anche in questo caso non sono esclusi effetti collaterali come nausea, vomito, mal di testa e tremori.

Valacyclovir

Una volta che questo farmaco ha raggiunto il fegato e l’intestino, viene convertito in aciclovir e come risultato, il corpo riceve una concentrazione maggiore del farmaco, ma senza aumentare il livello di tossicità. Quindi sono richieste dosi inferiori.

Famciclovir

Questo trattamento non è efficace nel combattere i sintomi del virus HSV-2 quanto lo è l’aciclovir. Una volta che il farmaco viene a contatto con un enzima prodotto dal virus dell’herpes, si trasforma in peninclovir, farmaco antivirale usato come pomata per trattare le aree delle pelle colpite dall’herpes.

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